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		<title>Renzi e Bersani &#8211; I corti di VIDEOGLOB</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 15:24:17 +0000</pubDate>
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		<title>L’era dei due Papi</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 20:58:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><a href="http://www.videocanosa.com/i-due-papi/papa-a-castelgandolfo-ora-incontro-2/" rel="attachment wp-att-1190"><img class="aligncenter size-full wp-image-1190" alt="" src="http://www.videocanosa.com/wp-content/uploads/2013/03/due-Papi-2.jpg" width="460" height="242" /></a><a href="http://www.videocanosa.com/i-due-papi/ansa-un-abbraccio-tra-francesco-e-benedetto-siamo-fratelli-2/" rel="attachment wp-att-1184"><img class="alignleft size-full wp-image-1184" alt="" src="http://www.videocanosa.com/wp-content/uploads/2013/03/duePapi21.jpg" width="460" height="307" /></a>E&#8217; un evento unico, come mai nella storia della Chiesa e dell&#8217;uomo. Nemmeno quando si annoveravano i Papa e gli Antipapa: quando i primi combattevano contro gli altri, nelle scissioni e persecuzioni della Chiesa millenaria. Oggi abbiamo visto anche questo: due Papi, due uomini, probabilmente Santi, insieme che pregano per le sorti dell&#8217;Umanità! Mai avremmo immaginato di avere questo incredibile privilegio, di essere cioè contemporanei di una tale congiuntura storica che ci auguriamo favorevole e di svolta per tutta l&#8217;Umanità.     Bergoglio e Ratzinger, Papa Francesco e Benedetto XVI, due uomini, due Papi  che si incontrano e si scambiano con gentile affettuosità i doni ed i convenevoli tra due anime fraterne. Prima si incontrano all&#8217;atterraggio dell&#8217;elicottero nell&#8217;eliporto della residenza papale; poi nel salottino del palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, unico momento veramente privato della visita del nuovo pontefice a quello emerito,  è durato circa 45 minuti. Dialogo che è avvenuto a due, senza neanche i segretari, mons. Georg Gaenswein e Alfred Xuereb. Un dialogo sul futuro della Chiesa che è stato il proseguimento del &#8220;colloquio già avviato&#8221; telefonicamente la sera dell&#8217;elezione e poi il 19 marzo. Temi e parole rimaste tra i due Papi, quello in carica e l&#8217;emerito, un incontro definito da padre Federico Lombardi &#8220;momento di altissima, profondissima comunione&#8221;. Nel corso del quale è stato da parte di Ratzinger rinnovato &#8220;questo suo atto di riverenza e di obbedienza al suo successore&#8221;, mentre &#8220;certamente Papa Francesco ha rinnovato la gratitudine sua e di tutta la Chiesa per il ministero svolto da Papa Benedetto nel corso del suo pontificato&#8221;. Si sono scambiati pensieri e doni. Bergoglio ha consegnato a Ratzinger un&#8217;icona della &#8220;Madonna dell&#8217;Umiltà&#8221; definendola tale e dedicandola a Papa Benedetto XVI per il suo grande gesto di abdicazione.   La conversazione può aver affrontato temi anche più difficili e complessi, in particolare i dossier rimasti &#8220;aperti&#8221; e che Benedetto XVI ha deciso, prima che la sua rinuncia diventasse effettiva, di lasciare al successore: come quello sui lefebvriani o il rapporto dalla commissione d&#8217;inchiesta composta dai porporati Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi su Vatileaks. Aspetto quest&#8217;ultimo, sicuramente legato alla riforma della Curia, voluta da tanti, pensata anche da Ratzinger, e ora arrivata ad un momento improrogabile, viste le nomine che Papa Francesco si appresta a fare, prima di tutte il successore del card. Tarcisio Bertone al posto chiave di Segretario di Stato. E&#8217; possibile, quindi, che si sia trattato di una sorta di &#8220;consultazione&#8221;, considerando anche la grande esperienza che della Curia ha maturato Ratzinger nei tanti anni da cardinale prima e da papa poi. Con i tanti i temi aperti per la chiesa cattolica, dalla nuova evangelizzazione alla piaga della pedofilia.    Al termine dell&#8217;incontro, Francesco e Benedetto hanno pranzato insieme con i due segretari. Immancabile ed emozionante il momento di preghiera: due Papi che si inginocchiano e pregano insieme come due fratelli per l&#8217;umanità intera.</p>
<p>Tratto dall&#8217;Osservatore Romano<a href="http://www.videocanosa.com/i-due-papi/papa-a-castelgandolfo-ora-incontro/" rel="attachment wp-att-1185"><img class="alignright size-full wp-image-1185" alt="" src="http://www.videocanosa.com/wp-content/uploads/2013/03/DuePapi.jpg" width="460" height="324" /></a><a href="http://www.videocanosa.com/i-due-papi/papa-lombardi-abbraccio-bellissimo-con-papa-emerito-3/" rel="attachment wp-att-1188"><img class="alignleft size-full wp-image-1188" alt="" src="http://www.videocanosa.com/wp-content/uploads/2013/03/Due-Papi-22.jpg" width="230" height="345" /></a><a href="http://www.videocanosa.com/i-due-papi/ansa-un-abbraccio-tra-francesco-e-benedetto-siamo-fratelli-3/" rel="attachment wp-att-1189"><img class="alignright size-full wp-image-1189" alt="" src="http://www.videocanosa.com/wp-content/uploads/2013/03/due-Papi-2-.jpg" width="230" height="345" /></a></p>
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		<title>Lo sport italiano è in lutto. E’ morto in una clinica di Roma, all’età di 61 anni, Pietro Mennea</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 20:54:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ morto questa mattina in una clinica a Roma, Pietro Mennea, ex velocista azzurro, olimpionico, detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996, con il tempo di 19″ 72, attuale record europeo. Aveva 61 anni, era nato a Barletta il 28 giugno 1952 e da tempo lottava contro un male incurabile. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-1213 aligncenter" alt="C_27_articolo_101205_immagineprincipale (1)" src="http://www.globonews.it/wp-content/uploads/2013/03/C_27_articolo_101205_immagineprincipale-1.jpg" width="400" height="240" />E’ morto questa mattina in una clinica a Roma, Pietro Mennea, ex velocista azzurro, olimpionico, detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996, con il tempo di 19″ 72, attuale record europeo. Aveva 61 anni, era nato a Barletta il 28 giugno 1952 e da tempo lottava contro un male incurabile. Mennea iniziò la sua lunga carriera atletica internazionale nel 1971, quando debuttò ai Campionati europei con un terzo posto nella staffetta 4×100 metri e un sesto nei 200 metri. Fece il suo debutto olimpico a Monaco di Baviera, ai Giochi olimpici estivi del 1972, dove raggiunse la finale dei 200 m, la specialità nella quale era più forte. Tagliò il traguardo al terzo posto, dietro al sovietico Valerij Borzov e all’americano Larry Black. A questa sarebbero seguite altre tre finali olimpiche nella stessa specialità. Ai Campionati europei del 1974, Mennea vinse l’oro nei 200 m davanti al pubblico di casa di Roma, e si piazzò secondo nei 100 m (dietro a Borzov, suo rivale storico) e nella staffetta veloce. Dopo alcune prestazioni deludenti, nel 1976 Mennea decise di saltare i Giochi olimpici, ma il pubblico italiano protestò e Mennea andò a Montréal. Riuscì a qualificarsi per la finale dei 200 m, ma vide l’oro finire nelle mani del giamaicano Don Quarrie, mentre lui finì ai piedi del podio, quarto. Lo stesso risultato, mancando di poco il bronzo, venne raggiunto nella staffetta 4×100 metri. Nel 1978, a Praga, difese con successo il suo titolo europeo dei 200 m, ma mostrò le sue doti anche sulla distanza più breve, vinta anch’essa. In quell’anno si aggiudicò anche l’oro nei 400 metri piani agli europei al coperto. Nel 1979, Mennea, studente di scienze politiche, prese parte alle Universiadi, che si disputavano sulla pista di Città del Messico. Il tempo con cui vinse i 200 metri piani, 19″72, era il nuovo record del mondo: esso resistette per ben 17 anni, ma va tenuto conto del fatto che fu ottenuto correndo a oltre duemila metri di quota come del resto il precedente primato, stabilito da Tommie Smith sempre a Città del Messico (si noti comunque che Mennea detenne anche il record del mondo a livello del mare dal 1980 al 1983, con 19″96, tempo stabilito nella sua città natale, Barletta). Il record venne battuto da Michael Johnson ai trials statunitensi per le Olimpiadi del 1996. In quanto detentore del primato mondiale, Mennea era senz’altro uno dei favoriti per l’oro olimpico a Mosca anche a causa del boicottaggio statunitense delle Olimpiadi del 1980. Nella finale dei 200 m, Mennea affrontò il campione uscente Don Quarrie e il campione dei 100 m Allan Wells. Wells sembrò dirigersi verso una vittoria netta ma Mennea gli si avvicinò sul rettilineo e lo sopravanzò negli ultimi metri, aggiudicandosi l’oro per 2 centesimi di secondo. Vinse anche il bronzo con la staffetta staffetta 4×400 metri. Mennea, soprannominato la Freccia del Sud, nel 1981 annunciò il suo ritiro concedendosi più tempo per lo studio. Successivamente ritornò sui suoi passi e l’anno dopo prese parte agli europei gareggiando però solo nella 4×100 che arrivò quarta. Il 22 marzo 1983 stabilì il primato mondiale (manuale) dei 150 metri piani, con 14″8 sulla pista dello stadio Comunale di Cassino:[7] questo primato è ancora imbattuto, perché il tempo di 14″35 stabilito il 17 maggio 2009 da Usain Bolt a Manchester non è stato omologato dalla Federazione in quanto stabilito su pista rettilinea. Successivamente partecipò alla prima edizione dei mondiali che si svolse ad Helsinki dove vinse la medaglia di bronzo nei 200 e quella d’argento con la staffetta 4×100. Un anno dopo, scese in pista nella sua quarta finale olimpica consecutiva dei 200 m, primo atleta al mondo a compiere tale impresa. In quest’occasione, anche se campione uscente, terminò al settimo posto e, a fine stagione, si ritirò dalle competizioni per la seconda volta. Ancora una volta, Mennea fece il suo ritorno e gareggiò nelle sue quinte Olimpiadi a Seul nel 1988, sempre nei 200 metri, dove si ritirò dopo aver superato il primo turno delle batterie. In quest’edizione dei Giochi fu alfiere portabandiera della squadra azzurra durante la cerimonia d’apertura. Dal punto di vista tecnico Mennea (come in seguito Carl Lewis ) aveva una partenza dai blocchi relativamente lenta ma progressivamente accelerava riuscendo a raggiungere velocità di punta superiori a qualunque atleta. Questa partenza lenta ha relativamente penalizzato le sue prestazioni sui 100 metri (dove comunque ha primeggiato a livello europeo), mentre le gare sui 200 si concludevano spesso con rimonte ai limiti del prodigioso (come la finale delle olimpiadi di Mosca). Sempre grazie alla sua eccezionale velocità di punta le ultime frazioni e le relative rimonte di Mennea nella 4×100 (nelle quali partiva lanciato) erano impressionanti per la superiorità sugli altri atleti. È stato, per alcuni mesi, direttore generale della Salernitana nell’annata 1998-1999 e’ stato anche eurodeputato dal ’99 al 2004 e docente universitario all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.<br />
Mennea è stato anche straordinario staffettista e ha pure trovato fortuna nei 400 metri piani.<br />
Stamattina, però, ha perso la sua gara più importante quella contro una malattia che, nonostante sia stata scoperta dagli Egizi, ancora oggi non e’ possibile curare e debellare definitivamente.<br />
UN TRIBUTO ALLA NOSTRA “FRECCIA DEL SUD”,<br />
CIAO PIETRO.</p>
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		<title>“Oggi stesso tu sarai con me in paradiso”: Chi lo disse? Quando fu detto?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 17:41:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Oggi stesso tu sarai con me in paradiso”: Chi lo disse? Quando fu detto? Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e l’appartenenza o meno alla fede cristiana, ricca di riti e liturgie, con il partecipare alle tradizioni più religiose e anche a quelle meno sacre, ci fa riflettere sui significati più profondi, sulla storia della passione, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><a href="http://www.globonews.it/wp-content/uploads/2013/03/il-golgota.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1234" alt="il golgota" src="http://www.globonews.it/wp-content/uploads/2013/03/il-golgota.jpg" width="324" height="237" /></a><br />
“Oggi stesso tu sarai con me in paradiso”: Chi lo disse? Quando fu detto?<br />
Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e l’appartenenza o meno alla fede cristiana, ricca di riti e liturgie, con il partecipare alle tradizioni più religiose e anche a quelle meno sacre, ci fa riflettere sui significati più profondi, sulla storia della passione, morte e Resurrezione di Cristo. Forse vi sarà capitato di leggere da qualche parte o di sentire la frase:<br />
“Ti dico che oggi tu sarai con me in paradiso” oppure “oggi ti dico che sarai con me in paradiso”?<br />
Si paragonino le traduzioni, tra loro diverse, dello stesso passo biblico, quello di Lc 23:43:<br />
“Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso”. – NR.<br />
“In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”. – CEI.<br />
“Io ti dico in verità, che oggi tu sarai meco in paradiso”. – Did.<br />
“In verità ti dico: oggi tu sarai con me in paradiso”. – ND.<br />
“In verità ti dico: oggi sarai con me in paradiso”. – Con.<br />
“Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso”. – TNM.<br />
Tutto dipende dalla punteggiatura: secondo dove si collocano la virgola o i due punti, il significato cambia. Questa frase fu pronunciata da Gesù prima di morire, quando era appeso alla croce e fu rivolta a uno dei due delinquenti accanto a lui, loro pure condannati a morte. Uno di questi due malviventi, commentando il sarcasmo dell’altro che faceva ancora lo spavaldo insultando Gesù, aveva detto: “Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male”. Poi, rivolto al Nazareno: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!” Questo malfattore è noto come il “buon ladrone” (strana definizione: non si comprende come un ladrone – ammesso che fosse un ladro – possa essere buono; quasi certamente, data l’entità della pena, aveva commesso qualcosa di maggiormente grave, meglio sarebbe chiamarlo delinquente pentito). Comunque, Gesù gli aveva promesso quanto stiamo analizzando.<br />
Sono possibili due sensi:<br />
1. Quello stesso giorno il malfattore sarebbe stato in paradiso insieme a Gesù.<br />
2. Quel giorno ci fu solo la promessa di Gesù che in futuro il malfattore sarebbe stato in paradiso.<br />
È possibile stabilire il vero senso basandosi sul testo greco originale? No. Infatti, nei manoscritti non veniva indicata la punteggiatura. Ci può solo aiutare nella comprensione il contesto e il resto della Bibbia.<br />
Dal contesto sappiamo che quel malfattore era colpevole; lui stesso ammette: “Riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni”. Il paradiso quindi non lo meritava. Eppure, Gesù glielo promette. Ma di che “paradiso” si trattava? La parola greca è παράδεισος (paràdeisos), ma non si tratta di una parola greca, e neppure ebraica. La parola è di origine persiana. Per i persiani si trattava di un grande parco recintato, ombroso e ben annaffiato, in cui alcuni animali selvatici erano tenuti per la caccia; era circondato da muri e fornito di torri per i cacciatori. La parola persiana è pairidaēza, assunta in ebraico come פַּרְדֵּס (pardès), in greco come παράδεισος (paràdeisos). In Gn 2:8 si parla del “giardino in Eden” e l’ebraico ha per “giardino” la parola גן (gan) che la LXX rese con il greco παράδεισος (paràdeisos), richiamandosi all’iranico pairidaēza. Mentre lo storico greco Senofonte (4°-5° secolo a. E. V.) usava questo termine per indicare il famoso giardino imperiale persiano, la LXX lo collegò con il גַּנ־בְּעֵדֶן (gad-beedèn), “il giardino in Eden”. Da qui l’uso della parola “paradiso” presso gli ebrei.<br />
Fu solo la religione che, in tempi successivi a quelli biblici, creò l’idea di un paradiso celeste, del tutto assente nella Scrittura. Dante Alighieri diede poi il suo contributo, collocando il Paradiso, la terza delle tre cantiche della sua Divina Commedia, in un mondo immateriale ed etereo. Oggi i cattolici credono all’idea pagana di un paradiso in cielo; i protestanti, nonostante la Riforma, mantennero questa dottrina non biblica.<br />
Paolo, in 2Cor 24:4 dice di essere stato “rapito in paradiso” dove “udì parole ineffabili”; in un versetto precedente dice trattarsi del “terzo cielo”; “se fu con il corpo o senza il corpo” lui non lo sapeva. Il termine appare anche in Riv 2:7 in cui si parla “dell’albero della vita, che è nel paradiso di Dio”, chiaro riferimento al paradiso terrestre di Gn. Anche il paradiso in cui Paolo fu rapito potrebbe essere terrestre. Intanto lui dice che non sa se vi andò “con il corpo o senza il corpo”, e poi “terzo cielo” potrebbe essere inteso in senso orizzontale anziché verticale. Infatti, ammettere un terzo cielo verticale, vorrebbe dire ammetterne almeno un primo e un secondo. Secondo i rabbini i livelli erano sette, ma non trova alcun appoggio biblico per ammettere sette cieli. Neppure possiamo pensare a “terzo” nel senso di enfasi: sarebbe stato più appropriato, in tal caso, dire che era stato rapito al settimo cielo. Se invece consideriamo la cosa in senso orizzontale, si può far riferimento alle tre epoche menzionate da Pietro: “ Esistettero dei cieli e una terra tratta dall’acqua . . il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì; mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi . . . secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra”. In tal caso, la promessa di Gesù al malfattore pentito riguardava la sua resurrezione sulla nuova terra sotto i nuovi cieli.<br />
In ogni caso, la questione di quando quel malfattore sarebbe stato in “paradiso” si risolve con i fatti storici. Dove si trovò Gesù quello stesso giorno, dopo la sua morte? “[Giuseppe (v. 50)] trattolo giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in una tomba scavata nella roccia” (Lc 23:53). Gesù quel giorno fu messo in una tomba e lì rimase per tre giorni. Non era certo in “paradiso” né tantomeno in cielo. E quel malvivente pentito di certo non era con lui.<br />
La promessa di Gesù non poteva quindi che riferirsi al futuro. Perciò, la traduzione giusta è:<br />
“Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso”. – TNM.<br />
Anche se scritta correttamente in quest’ultimo modo e nonostante risulti, solo apparentemente però, frase di grande effetto emotivo, potrebbe essere interpretata, d’altro canto, ironicamente ipocrita e comicamente denigratoria nei confronti della persona a cui viene riferita. Non dedicatela alla memoria di nessuno tantomeno di voi stessi: a meno che non abbiate qualcosa di grave da farvi perdonare. Non usatela quindi mai come epitaffio, magari sulla tomba di un vostro congiunto, poiché quella frase,  rivolta da Gesù al “buon ladrone” fu diretta comunque e sicuramente ad un malfattore.</p>
<p>Falco Brianzolo</p>
<p>Tratto da fonti Bibliche</p>
<div id="attachment_3435" class="wp-caption alignnone" style="width: 644px"><a href="http://www.globonews.it/wp-content/uploads/2013/03/Il-buon-ladrone.jpg"><img class=" wp-image-3435 " alt="Il buon ladrone" src="http://www.globonews.it/wp-content/uploads/2013/03/Il-buon-ladrone.jpg" width="634" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Il buon ladrone</p></div>
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		<title>Conclave: dal comignolo della Cappella Sistina alle 19,06 fumata bianca, eletto il nuovo Papa!</title>
		<link>https://www.globonews.it/conclave-dal-comignolo-della-cappella-sistina-alle-1906-fumata-bianca-eletto-il-nuovo-papa-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 18:54:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un boato della Piazza San Pietro ha accolto la fumata bianca. La folla impazzita si sta accalcando sotto al sagrato della basilica di San Pietro, è un tripudio di cori e foto. I cardinali hanno scelto il successore di Ratzinger. Le fanfare di diverse bande musicali militari si avvicendano sulla grande piazza di S.Pietro. Si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-1209 alignleft" alt="Jorge-Bergoglio" src="http://www.globonews.it/wp-content/uploads/2013/03/Jorge-Bergoglio1.png" width="213" height="237" />Un boato della Piazza San Pietro ha accolto la fumata bianca. La folla impazzita si sta accalcando sotto al sagrato della basilica di San Pietro, è un tripudio di cori e foto. I cardinali hanno scelto il successore di Ratzinger. Le fanfare di diverse bande musicali militari si avvicendano sulla grande piazza di S.Pietro. Si attende il fatidico annuncio dal balcone: Habemus Papam! Il prescelto è il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio arcivescovo di Buenos Aires, Papa Francesco I</p>
<div id="attachment_1107" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.videocanosa.com/conclave-nella-cappella-sistina-1906-fumata-bianca-eletto-il-nuovo-papa/fumata-bianca-2/" rel="attachment wp-att-1107"><img class="size-large wp-image-1107" alt="" src="http://www.videocanosa.com/wp-content/uploads/2013/03/fumata-bianca1-480x272.jpg" width="480" height="272" /></a><p class="wp-caption-text">fumata bianca</p></div>
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		<title>Conclave : L’ultimo Papa, apofenia o profezia? San Malachia e il 112° Papa Petrus II Romanus</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 17:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Individuare un significato all’interno di schemi casuali, percependo collegamenti anche tra fenomeni che non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro. Il termine apofenia definisce un’immotivata visione di connessioni, spesso accompagnata da un’anormale significatività. Ma la profezia di San Malachia, venne pubblicata per la prima volta nel 1595 dallo storico benedettino Arnoldo Wion nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><div id="attachment_1079" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.videocanosa.com/?attachment_id=1079" rel="attachment wp-att-1079"><img class="size-large wp-image-1079" alt="" src="http://www.globonews.it/wp-content/uploads/2013/03/conclave_giudizio_universale-638x425-480x3191.jpg" width="480" height="319" /></a><p class="wp-caption-text">Conclave e giudizio universale</p></div>
<p>Individuare un significato all’interno di schemi casuali, percependo collegamenti anche tra fenomeni che non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro. Il termine apofenia definisce un’immotivata visione di connessioni, spesso accompagnata da un’anormale significatività. Ma la profezia di San Malachia, venne pubblicata per la prima volta nel 1595 dallo storico benedettino Arnoldo Wion nel suo libro Lignum Vitæ, una storia dell&#8217;ordine religioso a cui apparteneva. Wion attribuì la lista dei Papi o profezia di San Malachia, all’arcivescovo benedettino di Armagh, vissuto nel XII secolo, senza però indicare dove si trovasse il manoscritto originale. Egli spiegò, soltanto, che la profezia non era mai stata pubblicata prima, ma che in molti già ne conoscevano l&#8217;esistenza ed erano ansiosi di leggerla integralmente. Assieme al testo Wion pubblicò anche un&#8217;interpretazione dei motti di tutti i papi sino al 1590. San Malachia: Maelmhaedhoc O&#8217;Morgair, questo il vero nome del santo, arcivescovo irlandese, nato nella cittadina di Armagh nell’anno 1094. Nel 1139 Si recò da papa Innocenzo II, che lo nominò legato pontificio per l’Irlanda, durante il suo viaggio in Italia conobbe anche Bernardo di Chiaravalle, che lo ospitò nel suo secondo viaggio che si rivelò fatale per Malachia, infatti mori presso Chiaravalle il 2 novembre 1148. Siccome gli si attribuirono vari miracoli, venne proclamato santo da papa Clemente III nel 1199. Benchè sia stato un grande riformatore per la chiesa irlandese, che salvò da un declino che durava da anni (lo paragonarono addirittura a Bonifacio per la Germania), Malachia è diventato famoso soprattutto per le sue profezie papali, che scrisse (o almeno cosi si dice) grazie a delle visioni mistiche che ebbe nel corso del suo primo viaggio in Italia. Le profezie sono un elenco di 112 voci, sono per lo più piccole frasi in latino che descrivono ogni papa a partire da Celestino II (1143) e finiscono con Petrus Romanus. Sull’esattezza e l’interpretazione delle frasi di Malachia si è discusso molto, infatti c’è chi dice che non siano nemmeno opera sua perchè furono pubblicate per la prima volta solo nel 1595 dal monaco benedettino Arnoldo Wion, a quasi 500 anni dalla morte di Malachia. Incongrua è la scelta dei personaggi descritti dai motti: essendo un elenco di papi non sembra logico includervi anche gli antipapi. Tuttavia, nonostante l&#8217;antipapa Innocenzo III non sia presente, degli altri dieci antipapi soltanto due vengono effettivamente dichiarati tali, mentre gli altri otto sono accomunati ai papi. Altri dubbi nascono dall&#8217;ordine di elencazione: il papa Alessandro III è posposto agli antipapi Vittore IV, Pasquale III e Calisto III, mentre Urbano VI è posposto agli antipapi Clemente VII, Benedetto XIII e Clemente VIII. Una prova importante a sostegno della falsità dello scritto è data dal fatto che il motto di alcuni fra i papi più antichi venne elaborato sulla base di indicazioni biografiche o araldiche errate, presenti in maniera ugualmente sbagliata nella storia ecclesiastica scritta da Onofrio Panvinio nel 1557 e in altre sue opere. Malachia, quindi, non solo avrebbe saputo con secoli di anticipo notizie sui futuri pontefici, ma addirittura avrebbe previsto gli errori di uno storico vissuto quattrocento anni dopo di lui. La profezia di Malachia rientra nella consuetudine di usare testi profetici come armi psicologiche, usanza particolarmente diffusa nei momenti di instabilità politica, come, ad esempio, il periodo dello scisma d&#8217;Occidente. L&#8217;astrologo o il profeta, che tradizionalmente miravano a compiacere le mire del potente di turno, potevano utilizzare i pronostici come arma per influenzare gli eventi, prospettando come sicuri e inevitabili gli sviluppi più congeniali a loro o ai loro committenti. Favorito dalla diffusione della stampa, il genere profetico ebbe un nuovo momento di grande popolarità in Italia fra il 1494 ed il 1530, restando comunque vivo anche nei decenni successivi. In questo quadro non sorprende che il genere della profezia sia stato utilizzato anche per influenzare l&#8217;esito dei conclavi. Eppure c’è chi giura che la profezia funziona, e ognuna delle arcane formule in latino è un fiorire di interpretazioni. Però, a ben guardare, sarebbe stato davvero impossibile non trovare almeno un collegamento tra ognuno dei motti dedicati ai pontefici e gli innumerevoli aspetti e avvenimenti che li riguardano. Ad esempio, sarebbe impossibile non trovare almeno una ragione per giustificare quel “De gloria olivae” cucito sopra Joseph Ratzinger. A riprova di questo c’è il fatto che persone diverse tendono a trovare interpretazioni diverse: chi considera quella “gloria dell’ulivo” un riferimento ai monaci olivetani (ovvero i benedettini, da cui il nome Benedetto XVI), chi ci ha visto un collegamento allo stemma papale (che contiene un moro, quindi di carnagione olivastra), chi ha considerato questo papa attivo nel perseguire la pace (simbolizzata dall’ulivo), e chi addirittura ha colto un presagio della vittoria dell’Ulivo nelle elezioni regionali del 2005, l’anno dell’elezione al soglio pontificio. Ma questo non significa che tutti questi significati siano davvero contenuti in quel semplice motto in latino. E infatti tutte queste interpretazioni assumono un significato solo a posteriori, quando il papa è già stato eletto e si può andare a caccia di coincidenze. Mai che questi collegamenti siano stati trovati prima: per esempio, durante il conclave che ha portato all’elezione di Ratzinger al soglio pontificio la maggioranza degli interpreti puntava su un papa mediorientale (la terra degli ulivi, appunto). Svanita questa interpretazione, se ne sono trovate altre. La leggenda vuole che il manoscritto, la Profethia de Summis Pontificibus, scritta sulla base di visioni avute da San Malachia nel XII secolo a Roma, fosse stato ritrovato nel 1590 negli Archivi Vaticani e che parlasse nella sua ultima parte di<br />
Petrus Romanus, comunemente definito Pietro II. Nessun pontefice si è mai attribuito il nome del primo pontefice, per tradizione. Nella profezia di Malachia si legge che l’ultimo Papa siederà sul soglio pontificio nel corso dell’ultima persecuzione della Chiesa. Al termine del suo papato, “la città dai sette colli cadrà, e il giudice tremendo giudicherà il suo popolo”. Il giorno del giudizio, insomma. Qualcuno parla già del prossimo pontefice come “il papa nero”, che nella profezie di Nostradamus sarebbe l’ultimo prima dell’apocalisse. Ma attenzione: in nessuna centuria di Nostradamus si parla del papa nero. E non c’è alcun riferimento a tale profezia nella lista di San Malachia. Ultimamente si pensa anche che Pietro Romano non sia riferito a un Papa ma bensì al Cardinal Camerlengo che, alla morte del pontefice, fa le veci del papa in attesa dell&#8217;elezione del successivo. Ebbene… l&#8217;attuale Camerlengo è il Cardinale Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese. Dunque la strana coincidenza è che nel suo nome completo sia contenuta la parola &#8220;Pietro&#8221; e nella sua località di nascita ci sia la parola &#8220;Romano&#8221; lascia molto da pensare… La profezia finale di San Malachia: &#8220;Durante l&#8217;ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia.&#8221; La frase di Malachia non è di certo incoraggiante, descrive uno scenario dove i fedeli “triboleranno” e Petrus Romanus avrebbe il compito di guidare il suo gregge verso una sorta di giudizio finale. La città dei sette colli è indubbiamente Roma, dove sappiamo tutti ha sede il Vaticano e quindi il potere centrale della chiesa, questo ci fa pensare che potrebbero essere solo la chiesa e i suoi fedeli ad essere perseguiti, e ad essere distrutta potrebbe essere solo Roma.Nella profezia infatti non si parla di vera e propria fine del mondo, è tutto molto vago e ci sono varie ipotesi a riguardo; Secondo Malachia, quello attuale dovrebbe essere l’ultimo papa prima di “Petrus Romanus”; non viene chiarito se tra l’ultimo papa e quello attuale ce ne siano altri in mezzo, comunque Petrus Romanus dovrebbe essere l’ultimo papa della chiesa, che sia per causa della fine del mondo, per causa della fine della chiesa o per causa di una qualsiasi altra cosa non è dato saperlo.<br />
In attesa di sapere il nome del nuovo Papa….</p>
<div id="attachment_1082" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.videocanosa.com/?attachment_id=1082" rel="attachment wp-att-1082"><img class="size-large wp-image-1082" alt="" src="http://www.globonews.it/wp-content/uploads/2013/03/fulmine_san_pietro_ansa2-480x300.jpg" width="480" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fulmine a S. Pietro</p></div>
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