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Aggiunto da il 2014-11-17

Prima i fumogeni e gli scontri sugli spalti, poi i tafferugli sono proseguiti anche fuori dalla stadio Meazza. Alla fine di Italia-Croazia, partita valida per le qualificazioni agli europei di Francia 2016, i tifosi ospiti hanno lanciato fumogeni e altri oggetti contro le forze dell’ordine che hanno risposto con delle cariche. Diciassette ultrà croati sono stati arrestati

Come se non fosse bastato il lancio di fumogeni all’interno dello stadio di San Siro, i tifosi croati si sono resi protagonisti anche di disordini al termine della partita contro l’Italia valida per le qualificazioni di Euro 2016. Alla fine la polizia ha prima individuato e poi arrestato 17 persone resesi protagoniste del lancio di oggetti e altri fumogeni contro le forze dell’ordine, mentre si trovavano all’esterno dell’impianto milanese. I tifosi sono accusati, in particolare, di violenza e minacce nei confronti degli steward, addetti ai controlli dello stadio San Siro di Milano, e di lancio di oggetti pericolosi. Avrebbero aggredito gli steward dello stadio, rendendosi anche protagonisti di un lancio di oggetti, tra cui fumogeni, contro di loro e contro le forze dell’ordine. Ai loro viene contestato, in particolare, il reato previsto dalla legge 401 dell”89 che punisce la “violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive”, equiparati ai pubblici ufficiali. Inevitabili le sanzioni Uefa, anche perché la tifoseria croata è recidiva La sconfitta a tavolino sembra esclusa dal fatto che il sangue freddo dell’arbitro Kuipers e l’ingresso della polizia nel settore caldo hanno fermato la tempesta di razzi che ha costretto allo stop di una decina di minuti, dopo quello breve nel primo tempo dopo il gol di Perisic e per un altro paio di minuti poco prima del lungo stop. Non è da escludere una squalifica del campo croato, ma anche l’Italia potrebbe subire una sostanziosa multa per i problemi organizzativi: l’ingresso allo stadio di petardi ed eventuali lanciarazzi ricade nella responsabilità del paese ospitante. “Quei tifosi non rappresentano la Croazia”, hanno detto in coro l’interista Kovacic e il madridista Modric. In effetti, il responsabile della sicurezza al seguito della Croazia, Zoran Cvrk, sostiene che i 300 “Bad blu boys Zagreb” non facevano parte del contingente di circa 10.000 tifosi che avevano comprato il biglietto attraverso la federazione croata. “L’hanno fatto attraverso prestanome italiani”, la dura accusa. Dietro la protesta, raccontano i media di Zagabria, ci sarebbe la protesta contro il presidente della locale federazione e quello della Dinamo.