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    Aggiunto da il 2017-03-06

    A Tuam in Irlanda, trovata una fossa comune con altri 300 corpi nel noto ex orfanotrofio religioso

    Un orrore che scuote ancora l’Irlanda cattolica e laica. A Tuam, nella parte nord-occidentale della verde isola irlandese, è stata trovata un’altra fossa comune con altre piccole salme che portano ad ottocento il totale dei bambini morti e ritrovati nei pressi di un ex orfanotrofio cattolico già noto alle cronache di alcuni anni fa. I piccoli sarebbero stati sepolti senza registrazione, nonostante siano stati ritrovati alcuni certificati di morte.

    Il gruppo di esperti che ha condotto le ricerche ed ha confermato il ritrovamento di diverse centinaia di corpi di minori morti (circa 300), a quanto pare, nella prima metà del secolo scorso. I resti umani apparterrebbero tutti a bimbi di età compresa fra le 35 settimane e i tre anni, ospitati forse nella struttura attiva dal 1925 al 1961.

    L’annuncio conferma decenni di sospetti che la stragrande maggioranza dei bambini morti nella struttura furono sepolti all’interno di quel sito in tombe senza nome, una pratica relativamente comune alle gestioni religiose di tali strutture, tra malnutrizione, pessime condizioni igienico-sanitarie, maltrattamenti e tassi altissimi di mortalità infantile.

    Il totale sale ad 800 piccoli corpi nella fossa comune di Tuam

    In Irlanda il sito era utilizzato anche da una ex casa cattolica per ragazze madri, lo ha stabilito una commissione ufficiale d’indagine la settimana scorsa.

    La difficile situazione delle madri non sposate in Irlanda

    La macabra scoperta è stata fatta nell’ambito del lavoro di una commissione d’inchiesta che indagava già da tempo sugli abusi, commessi in alcune strutture religiose per ragazze madri frequenti in Irlanda fra il XIX e il XX secolo.

    Alcune di queste case-accoglienza dell’epoca sono state teatro di ogni genere di abuso, anche sessuale, ai danni delle giovani ospiti per mano dei responsabili incaricati della loro gestione. Ora, anche dopo le pubbliche scuse della Chiesa irlandese, la stessa commissione pubblica si è detta shoccata per il ritrovamento.