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    Aggiunto da il 2017-07-21

    Non esiste più la destra contrapposta alla sinistra, il centro, il centro destra, il centro sinistra non hanno più senso nella nuova metamorfosi della politica che stiamo attraversando in questi ultimi anni: SOVRANISMO Vs. GLOBALISMO

    Le nuove prospettive della politica al di là dell’obsoleta visione di destra o di sinistra, in una visione razionale priva di preconcetti e visioni limitate e di parte: Il SOVRANISMO contrapposto al GLOBALISMO.

    Sovranismo e Globalismo-Nazionalismo nel video di Luca Russi (FSI Arezzo)

    Luca Russi, socio FSI di Arezzo, espone in pochi minuti le differenze principali tra i globalisti e i nazionalisti (entrambi liberisti) rispetto ai sovranisti che invece sono un’altra cosa perché hanno a cuore la giustizia sociale e credono, come dice la Costituzione, che lo Stato possa (e debba) legittimamente intervenire nei processi economici per effettuare politiche di piena occupazione, di ridistribuzione dei redditi, di sostegno allo stato sociale tramite spesa pubblica e tassazione progressiva, ecc.

    Se ieri le categorie della Politica potevano essere, con ampi margini di incertezza compresi l’inciucio del momento e patti del nazareno di sorta, quelle di destra e sinistra, a partire dalla mondializzazione lo spartiacque è diventato, appunto, quello tra i sostenitori delle identità sovrane ed i fautori dell’omologazione planetaria di popoli e culture in un mix uniforme dominato da tecnica e finanza. La globalizzazione è stata presentata ai popoli come il “sol dell’avvenire”, come un futuro aureo di felicità, ricchezza generalizzata, pace mondiale attraverso i commerci illimitati (“è meglio che ad attraversare le frontiere siano le merci e non gli eserciti” è uno dei luoghi comuni dei globalisti). Ma questo nuovo capitalismo ha dimostrato che il rendimento stesso del capitale cresce sempre più della crescita generale della società fino a cristallizzare una abissale  diseguaglianza tra ceti sociali.  Quindi l’inevitabile esito della globalizzazione, del tutto contrario alle sue promesse, dopo che la funzione limitatrice della Comunità Politica è venuta meno grazie alla liberalizzazione planetaria del potere finanziario, trans-nazionale, volatile, del capitale. Mentre, dunque, le sbarre della gabbia globale perdono l’aurea verniciatura superficiale con la quale i popoli sono stati attirati ad entrarvi, e si rivelano sbarre di freddo e glaciale, duro, ferro, i popoli medesimi iniziano a reagire, nel tentativo, forse ormai vano, di uscire dalla gabbia che si è, finalmente, svelata per quel che è ossia una prigione universale e non l’Eden riconquistato. I movimenti populisti o sovranisti – incubo per alcuni, speranza per altri – sono il segno di questa reazione popolare, il segno della presa di coscienza delle nazioni circa l’inganno globale che ha irretito il mondo intero. Il sovranismo attuale, dunque, non è la riedizione del nazionalismo ideologico otto-novecentesco ma è un tentativo di difesa dal Leviathan Globale della mondializzazione finanziaria, mercantile ed economica. Un tentativo di difesa, sotto certi profili, molto istintuale perché privo di solide basi culturali, possedute invece dal vecchio nazionalismo. Si tratta di una reazione, quindi di un fenomeno squisitamente “reazionario”, ma di una reazione ad una rivoluzione che è, appunto, la globalizzazione.

    Antonio Scurati : Le Cinque Giornate di Milano La sovranità non è un guscio vuoto

    Antonio Scurati : Le Cinque Giornate di Milano
    La sovranità non è un guscio vuoto

    I sondaggi sono truccati ed è in arrivo una rivolta contro il sistema?

    Arnaldo Vitangeli spiega la nuova prospettiva politica attuale: Le politiche di austerità dell’Europa dei banchieri, il modello di capitalismo ultra-liberista, l’immigrazione selvaggia che abbassa il costo del lavoro, cancella la sicurezza e mette in pericolo l’identità e la coesione nazionale, lo svuotamento della democrazia con il trasferimento progressivo del potere a organismi “tecnici” sovranazionali e non eletti, l’imposizione di un modello culturale sempre più lontano dai sentimenti del popolo. Tutti questi elementi hanno generato tra i cittadini un profondo malcontento e hanno segnato la sorte del governo, per la verità minoritario già al suo esordio, che oggi si trova in cattive acque. Ma quello che non sapevamo è quanto la rabbia e la frustrazione dei cittadini sia profonda, quanto sconvolti ne saranno gli equilibri politici del Paese e come un’intera classe dirigente rischia di finire sotto il giudizio di tribunali del popolo prima ancora che del tribunale della storia.

    Rossano Ferrazzano (Video) – FSI Lombardia – Il Sovranismo, l’immigrazione e l’obbligatorietà del servizio civile