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Aggiunto da il 2018-05-02

“…tra poco riavremo la schiavitù”

(ANSA) – ROMA, 1 MAGGIO 2018 – Ambra, dal palco del Concertone in piazza San Giovanni a Roma, legge un brano tratto da Furore di John Steinbeck del 1939.

Ambra Angiolini e Lodo Guenzi on stage of San Giovanni Square on occasion of the traditional May Day concert organized by Italian trade union CGIL, CISL and UIL. Rome,1 May 2018.

Ambra Angiolini e Lodo Guenzi on stage of San Giovanni Square on occasion of the traditional May Day concert organized by Italian trade union CGIL, CISL and UIL. Rome,1 May 2018.

“Dove c’è lavoro per uno, accorrono in cento. Se quell’uno guadagna trenta centesimi, io mi contento di venticinque. Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti. No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici. Io ho bambini, ho bambini che han fame! Io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portar via un po’ di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po’ di carne per fare il brodo ai miei bambini, io non chiedo altro. E questo, per taluno, è un bene, perché fa calare le paghe rimanendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di volantini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni…
E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati. Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù”.

Tratto da “Furore” di John Steinbeck

DIEGO FUSARO COMMENTA “FURORE” di J. STEINBECK

Misano, 7 Aprile 2017 il filosofo Diego Fusaro commenta il capolavoro della letteratura americana “Furore” di John Steinbeck

Pietra miliare della letteratura americana, “Furore” è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939. Nell’odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un’intera nazione. L’impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria “come un marchio d’infamia”. Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell’uomo contro l’ingiustizia, “Furore” è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua bellezza. Alla luce di quello che sta accadendo oggi, in tempi di globalizzazione, l’opera di Steinbeck permette una rilettura dei processi di sradicamento operati dal capitalismo finanziario: allontanamento coatto degli individui dalla loro terra, immigrazione di massa, sfruttamento generalizzato.