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    Aggiunto da il 2017-02-25

    I timori del Papa

    PAPA FRANCESCO: “Mi chiedo se siamo in cammino verso una grande guerra mondiale per l’acqua”

    Francesco parla al seminario organizzato dalla pontificia Accademia delle Scienze nella Casina Pio IV, in Vaticano, 95 studiosi di tutto il mondo riuniti da giovedì per parlare del diritto umano all’acqua. Un tema così drammatico che il Papa, con un’aggiunta a braccio, lo associa alla denuncia, più volte ripetuta, di una «terza guerra mondiale combattuta a pezzi» nel nostro tempo. Pezzi che si potrebbero saldare intorno alla risorsa più preziosa del pianeta. «Le cifre che le Nazioni Unite rivelano sono sconvolgenti e non ci possono lasciare indifferenti: mille bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie collegate all’acqua; milioni di persone consumano acqua inquinata», ricorda Francesco: «Si tratta di dati molto gravi; si deve frenare e invertire questa situazione. Non è tardi, ma è urgente prendere coscienza del bisogno di acqua e del suo valore essenziale per il bene dell’umanità».

    L’origine

    Il Papa richiama la Genesi, «l’acqua è al principio di tutte le cose». Il diritto all’acqua «è determinante per la sopravvivenza delle persone e decide il futuro dell’umanità». Perciò «la questione che trattate non è marginale, bensì fondamentale e molto urgente», spiega: «Fondamentale perché dove c’è acqua c’è vita, e allora la società può sorgere e progredire. E’ urgente perché la nostra casa comune ha bisogno di protezione». Francesco riprende le riflessioni dell’Enciclica Laudato si’: «Ogni persona ha diritto all’accesso all’acqua potabile e sicura; è un diritto umano essenziale e una delle questioni cruciali nel mondo attuale». Perciò «è necessario attribuire all’acqua la centralità che merita nell’ambito delle politiche pubbliche». Ogni Stato, ricorda, «è chiamato a rendere concreto, anche con strumenti giuridici, quanto indicato dalle risoluzioni approvate dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2010 sul diritto umano all’acqua potabile e all’igiene».

    Impegno comune

    Il rispetto dell’acqua, insomma, «è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani», avverte Francesco: «Se rispetteremo questo diritto come fondamentale, staremo ponendo le basi per proteggere gli altri diritti. Ma se violeremo questo diritto essenziale, come potremo vegliare sugli altri e lottare per loro!». Bisogna quindi coltivare «una cultura della cura e dell’incontro, in cui si uniscano in una causa comune tutte le forze necessarie di scienziati e imprenditori, governanti e politici». Occorre «unire tutte le nostre voci in una stessa causa». Allora «non saranno più voci individuali o isolate, ma il grido del fratello che reclama per mezzo di noi, il grido della Terra che chiede il rispetto e la condivisione responsabile di un bene che è di tutti».