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    Aggiunto da il 2017-12-19

    Norbert Feher, noto come “Igor il russo”, ha accettato, non opponendosi al mandato di arresto europeo, di essere consegnato in Italia per essere processato per gli omicidi commessi ad aprile tra Bolognese e Ferrarese.

    Lo ha fatto, rispondendo in italiano, alle domande del giudice spagnolo, Carmen Lamela nel corso dell’interrogatorio, tenuto in videoconferenza, per l’udienza di convalida del suo arresto in Aragona. Secondo quanto filtra da ambienti investigativi italiani l’eventuale consegna avverrà dopo i processi per i tre omicidi – di due agenti della Guardia Civil e di un allevatore – avvenuti in Spagna lo scorso 14 dicembre. Nell’interrogatorio il latitante, fuggito dall’Italia otto mesi fa, ha detto di essere in Spagna da settembre.

    Igor il russo, nuova accusa dalla Spagna: il sospetto sull’omicidio di una coppia di fidanzati avvenuto nello scorso agosto

    Spunta ancora il nome di Norbert Feher, più noto come “Igor il russo”, per il duplice omicidio di una coppietta – due ragazzi appena ventenni – Paula Mas, 21 anni, e Marc Hernandez (23), trovati nudi vicino a Girona. “Lei” racconta Il Giorno, “aveva un foro di proiettile alla testa e uno alla schiena. Uccisi chissà da chi, al pantano di Susqueda, in una zona boschiva vicino Girona” lo scorso agosto.

    Igor, l’altra mattina, ha dichiarato al giudice di Madrid di essere arrivato in Spagna solo a settembre. “Ma” - aggiunge l’articolo di una testata spagnola – “le parole di un assassino vanno sempre soppesate. E le piste di un delitto tutte tentate.”

    Le voci, che in questi giorni si rincorrono incontrollate in una Aragona sconvolta dall’odore di morte, parlano anche di Girona come prima tappa del viaggio spagnolo di Igor, mentre le tracce concrete, quelle raccolte dai carabinieri in otto mesi di indagini, raccontano di una possibile presenza del killer serbo già a giugno in Spagna. Da quel mese, i militari dell’Arma sono volati tre volte in Spagna, tra Madrid, Valencia e la Costa del Sol, per altrettante missioni tese a monitorare una ventina di soggetti, in qualche modo legati al latitante”.

    La scia di morte ed i mille volti di Igor il russo

    Ezequiel Norbert Feher

    Ezequiel Norbert Feher: IGOR il russo

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    Il suo nome è Norbert Feher e ha 41 anni. Il pericoloso assassino “Igor il russo” ha confessato di essere l’autore dei tre omicidi di Andorra (Teruel). Ha presumibilmente sparato alle due guardie civili e ad un allevatore che lo stavano cercando. Nel video qui sotto, pubblicato il 19 dicembre 2017 su YouTube da Telemadrid, l’intervista con Sofía Ciércoles, sindaco della città di Teruel dove sono stati commessi i crimini. Il sindaco descrive la desolazione avvertita in Andorra dopo questi terribili eventi fino alla cattura del criminale ricercato. Questo camaleontico killer seriale fuggitivo, che ha avuto fino a 18 diverse identità, è stato latitante per almeno otto mesi dopo aver ucciso due persone in Italia. Alla scia dei crimini devono essere aggiunti due tentati omicidi commessi il 5 dicembre in Spagna. Il giudice ha ordinato la detenzione provvisoria senza cauzione per tutti  i crimini commessi da questo ex ufficiale militare serbo.

    Intanto, la procura della Repubblica di Bologna e i carabinieri hanno richiesto di acquisire le risultanze degli accertamenti su schede e tabulati, oltre che degli esami balistici. Questi ultimi, infatti, serviranno a chiarire se le armi usate per ammazzare José Luis Iranzo, Victor Romero e Victor Jesus Caballero siano le stesse che hanno ucciso Davide Fabbri e Valerio Verri.
    È stato lo stesso killer serbo ad ammettere al giudice che due delle quattro pistole trovate in suo possesso le aveva portate dall’Italia.

    Anche ora che è rinchiuso in un carcere Igor fa paura. E’ in isolamento. E’ guardato a vista, un’intera ala del penitenziario è stata liberata per fargli spazio. Il serbo è troppo pericoloso per essere tenuto a contatto con gli altri detenuti. La polizia fa turni speciali davanti alla sua cella: ci sono sempre almeno due agenti a sorvegliarlo, quattro durante l’ora d’aria, che passa da solo. Un predatore feroce, che fa paura persino dietro le sbarre.

    Igor il russo sarà trasferito in una prigione di massima sicurezza

    Verrà trasferito oggi dal carcere di Teruel, dove era stato tradotto e ricoverato domenica scorsa, alle galere di Zuera (Zaragoza). Il Consiglio del Personale della prigione di Teruel ha espresso grande preoccupazione per il forte rischio e la pericolosità del russo, chiedendo e sollecitando le Istituzioni Penitenziarie spagnole che fosse spostato in un altro carcere  di massima sicurezza.  Le Istituzioni Penitenziarie hanno immediatamente concesso il trasferimento esaudendo la richiesta questo Martedì stesso 19 dicembre 2017, informando la direzione del carcere turolense di effettuarlo tempestivamente entro oggi stesso. Il carcere di Teruel a sua volta ha richiesto alla Guardia Civil di preparare l’operazione di trasferimento per il supporto logistico. Non è stato reso noto, per le forti misure di sicurezza, l’ora esatta ed il tempo stimato per i quali si verificherà la traduzione. Il carcere di Teruel, recentemente ristrutturato, non sarebbe disposto né ritenuto idoneo a custodire un profilo pericoloso come quello del prigioniero Norbert Feher. Il carcere turolense infatti è stato progettato per accogliere i detenuti considerati di secondo e terzo grado di pericolosità, ma non quelli classificati di primo grado in cui dovrebbe essere inquadrato appunto “Ezequiel”. Dal momento che è stato arrestato, lo scorso venerdì, “Igor” è sembrato calmo, freddo, addirittura rilassato e non ha espresso il minimo sentimento di colpa, rammarico o pentimento. Nella prigione di Teruel ha occupato una cella speciale, di sette metri quadrati, con un letto singolo senza vestiti, un armadio ed una scrivania, entrambi di lavoro. È rimasto isolato in ogni momento, senza mantenere il contatto con altri detenuti, guardie o funzionari che gli hanno dato da mangiare attraverso un dispositivo senza dover aprire la porta. Due funzionari di polizia penitenziaria lo hanno sorvegliato a vista, giorno e notte in cella ed ogni volta che è uscito nel cortile per l’aria, era comunque controllato da un minimo di quattro sorveglianti: secondo le fonti ed indiscrezioni del carcere, la prima notte di prigione Igor l’ha trascorsa dormendo, in maniera calma, normalmente.

    Chi è Ezequiel Norbert Feher (o Igor Vaclavic): il killer di Budrio è la figura criminale più sfaccettata e sfuggente degli ultimi anni

    Ezequiel Norbert Feher è l’ultima identità, l’ultimo nome che ha usato Igor il russo, fino a quando è stato arrestato all’inizio dello scorso venerdì in Spagna. Sarebbe solo una delle tante identità utilizzate dall’ex militare balcanico, ricercato non solo dalle autorità spagnole ed italiane per omicidio, costui avrebbe utilizzato anche molti altri nomi per muoversi in incognito. Sembra infatti abbia impiegato un totale di 18 diverse identità in oltre otto Paesi diversi. Il giudice spagnolo di Alcaniz domenica scorsa ha decretato il carcere provvisorio senza cauzione per Igor il russo che, dopo un interrogatorio durato un totale di cinque ore, ha reso una confessione al giudice. Dopo aver introitato la sua testimonianza il giudice ha ordinato la custodia detentiva senza cauzione per tre omicidi e due tentati omicidi in via provvisoria: questi ultimi si riferiscono agli eventi accaduti il ​​5 dicembre scorso, quando ha aperto il fuoco su altre due persone nella stessa zona di Teruel. Il giudice, sostituto procuratore del Tribunale d’Istruzione n ° 2 di Alcaniz, non ha ordinato alcuna indagine ulteriore per i suddetti casi ed ha decretato il segreto istruttorio. Tutte le dichiarazioni riguardanti la confessione erano in italiano e Norbert Ezequiel Feher è stato assistito sia da un interprete che da un avvocato d’ufficio. Al giudice ha detto che è nato nel 1981 in Serbia. Un’altra identità utilizzata da questo individuo è quella di Igor Vaclavic ed altre fonti collocano la sua nascita nel 1976.

    Descritto dall’ex compagno di cella

    IGOR IN AZIONE: così ha ucciso il barista di Budrio