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Aggiunto da il 2017-09-22

George Soros
ed il “piano Kalergi”

Tutto questo non poteva essere frutto solo del caso o della cattiva gestione

IL PIANO STRATEGICO PER L’ASSOGGETTAMENTO DEI POPOLI: GUERRE, ARMI E MIGRAZIONI

Il diabolico ideatore di questo sterminio “studiato a tavolino” sarebbe il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, un aristocratico austro-giapponese nato nel 1894 e morto nel 1972. Considerato uno dei primi uomini politici a proporre il progetto di un’Europa unita, nei primi anni Venti del Novecento Kalergi (che era iscritto a una loggia massonica) pubblica il manifesto Pan-Europa e fonda l’associazione Unione Paneuropea.

In altre opere principali – che sono del tutto anacronistiche e vanno inserite nell’epoca in cui sono state scritte, cioè nel momento di ascesa dei totalitarismi mondiali – Kalergi specifica ulteriomente il suo progetto. Riassumendolo al massimo, si tratterebbe di arrivare ad un’Europa confederata in Stati per poi “integrarla all’interno di un’organizzazione mondiale politicamente unificata.”

Naturalmente, da nessuna parte si parla di un “piano” per il genocidio dei bianchi europei. Piuttosto, i vecchi testi di Kalergi sono un “insieme di riflessioni, spesso sul filo del paradosso, che si contrapponevano alla predicazione nazista e al suo sogno di Reich millenario” Al suprematismo nazista suo contemporaneo il “piano Kalergi” opponeva il sogno di una umanità che al termine del completo rimescolamento si sarebbe ritrovata multietnica.”

Piano Kalergi: La fase finale

Quanto sta avvenendo ai confini della frontiera meridionale dell’Europa non è casuale, è una precisa e diabolica strategia.
E’ di questi giorni la notizia che le principali aziende belliche che vendono armi nelle aree di guerra da cui provengono i profughi che fuggono in Europa, sono le stesse che stanno lucrando sulla crescente militarizzazione delle frontiere dell’Unione europea, grazie ad una potente lobby che detta la politica migratoria alla Commissione europea.
In questa complessa strategia rientrano anche leggi nazionali come il Jobs act e la Riforma Fornero che, impoverendo e precarizzando il futuro, non danno prospettive economiche e sociali alle nuove generazioni.
Nell’impossibilità di avere un impiego sicuro, nella difficoltà di ottenere un mutuo per l’acquisto della casa, le giovani coppie fanno sempre meno figli e, soprattutto i laureati, sono costretti ad emigrare per trovare lavoro.
Così, in una Italia in piena crisi demografica ed economica, il vuoto viene colmato da chi fugge dalle guerre che noi stessi abbiamo contribuito ad iniziare e alimentare con la vendita degli armamenti.
In Italia sta avvenendo un vero e proprio suicidio migratorio.
Esportiamo laureati e importiamo manodopera di bassa qualifica. Lentamente l’Italia accresce il livello medio di ignoranza, povertà e sfruttamento. Studiare non conviene più, nemmeno agli immigrati.
Se non spezziamo questa strategia, ci avvieremo verso un futuro in cui una minoranza avrà la supremazia su milioni di italiani e immigrati, uniti dalla povertà.

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